Metodo
Sbrogliare i fili, uno alla volta. Tre ambiti, tre modi di ascoltare — e una sola convinzione: ogni storia ha bisogno del suo passo.
Lavoro con tre fasce di età diverse, e per ognuna ho strumenti e tempi propri. Quello che resta uguale è l'attenzione alla persona prima del sintomo: prima di capire cosa fare, mi interessa capire chi ho davanti.
Non ci sono protocolli rapidi né formule. Solo lo spazio per capire cosa serve davvero, in questo momento, a questa persona.
Con bambini e ragazzi mi occupo soprattutto di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) e di difficoltà scolastiche più ampie — ansia da prestazione, demotivazione, rapporti complicati con la scuola.
Il lavoro coinvolge sempre la famiglia e, quando possibile, anche la scuola: una diagnosi, da sola, non basta a cambiare le cose. Serve un dialogo, un piano, e qualcuno che lo regga nel tempo.
Con gli adulti uso un approccio psicodinamico integrato. Significa che parto dall'ascolto profondo della storia e delle relazioni significative, ma resto libera di muovermi con strumenti diversi se la situazione lo richiede — psicoeducazione, lavoro sul presente, costruzione di nuove abitudini.
Le persone che incontro arrivano per [esempi di motivi di consultazione — ansia, momenti di transizione, lutti, scelte di vita, relazioni — da rifinire con la cliente] .
Con gli anziani propongo percorsi di stimolazione cognitiva: lavoro sulla memoria, sull'orientamento spazio-temporale, sul linguaggio, sulle funzioni esecutive.
Posso ricevere in studio, ma molto spesso il setting più funzionale è a domicilio o all'interno di strutture residenziali. Il lavoro include sempre — quando possibile — chi sta accanto: familiari, caregiver, operatori.